ICASTICA significa “arte di rappresentare la realtà”. Icàstico – aggettivo, dal greco εἰκαστικός «rappresentativo», derivazione di εἰκάζω «rappresentare» – vuol dire rappresentazione efficace, incisiva, perciò suggestiva e, in questo senso, sintetica. Ma tale rappresentazione, nell’uso contestuale, rifugge il confine stretto del riguardare un’azione sugli oggetti; e s’inserisce invece nella dimensione di atto espressivo che va oltre questa direzione, cioè questo contenuto, fino alla specificità di un significante modale anziché sostanziale.

ICASTICA 2015 è la III edizione di una manifestazione culturale che tratta l’estetica internazionale, attraverso arte, spettacolo, giornate di studio. ICASTICA 2015 s’incentra sul tema della cultura da coltivare, nel solco del concetto di un titolo: “Nutrire il Pianeta. Energia per la Vita” dell’Expo di Milano 2015; ci si confronta quindi col problema del nutrimento dell’uomo e della Terra, attraverso momenti di dialogo tra i protagonisti della comunità internazionale sulle principali sfide dell’umanità. Si descrive la storia dell’uomo tramite la produzione di cibo, nella sua doppia accezione di valorizzazione delle tradizioni culturali e di ricerca di nuove applicazioni tecnologiche. Coltivare gli spazi verdi del centro cittadino è allora il simbolo di una serie di contraddizioni, e l’agricoltura urbana diventa la corrispondenza evidente con quelle del mondo. In tale scia si muove ICASTICA 2015, perché la Cultura sia l’insieme coltivato di soluzioni teoriche e prassi risolutorie. L’etimo di coltura e di cultura è comune [dal lat. cultura, der. di colĕre «coltivare»], e quindi non sarà improprio – tramite la via dell’arte, nella storia e nel presente – ritenere comuni certe problematiche e certe vie per risolverle. La Giuria di ICASTICA 2015, composta dal Comitato Scientifico, stabilisce i premi da assegnare agli artisti in concorso. Le motivazioni sono tre: Premio della Giuria (a maggioranza), Icasticità (o pertinenza tematica), Originalità (o innovazione). In palio la Chimera in metallo prezioso: animale mitologico il cui bronzo fu rinvenuto in Arezzo, nel Cinquecento, e che simboleggia l’amalgama o l’interazione, il sogno e la fantasia.

L’arte, come dimensione dell’esperienza, dunque della storia, è qui chiamata a simboleggiare ciò che sta intorno al “punto di crisi”; è tutto quel che circonda la consapevolezza della soluzione; è catarsi, percorso sublimato nel ricordo e nel rimando, o nel sogno e nell’obiettivo. L’arte costituisce tale risultato verticalmente, orizzontalmente, trasversalmente – cioè nel cammino temporale, spaziale, tecnico del fare umano – uniformando le conseguenze del proprio esistere in termini estetici di dispositivo culturale attivo e propositivo, fino alla “definizione di una realtà”.